PENSIERO

In questa domenica celebriamo la nostra festa patronale, che coincide con la Prima Messa di don Riccardo nella nostra chiesa.

Così padre Raniero Cantalamessa, Predicatore di Casa Pontificia, oggi Cardinale, diceva in san Pietro nel Venerdì Santo del 2005:

 C’è un inno latino della nostra tradizione liturgica che mette in luce il legame tra l’Eucaristia e la croce, l’Ave verum. Composto nel secolo XIII per accompagnare l’elevazione dell’Ostia nella Messa, si presta altrettanto bene   per salutare l’elevazione di Cristo sulla croce. Sono appena cinque versi, carichi però di tanto contenuto:

Ave vero corpo nato da Maria Vergine!

Tu hai veramente patito e ti sei immolato per l’uomo sulla croce.

Dal tuo costato trafitto sgorgò acqua e sangue.

Sii per noi un pegno nel momento della morte.

O Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù figlio di Maria!

 

Ave verum corpus natum de Maria Virgine, Salve o vero corpo nato da Maria Vergine. Questo primo verso fornisce la chiave per comprendere tutto il resto. Si comincia ad affermare l’identità totale tra il corpo eucaristico di Cristo e quello storico.

Tutte le espressioni della prima parte dell’inno si riferiscono al Cristo secondo la carne: nascita da Maria, passione, morte, trafittura del costato. L’autore si arresta a questo punto; non menziona la risurrezione, perché essa potrebbe far pensare a un corpo glorificato e spirituale, e dunque non abbastanza "reale".

È il Gesù nato da Maria a Betlemme, lo stesso che "passò facendo del bene a tutti" (Atti 10, 38), che morì sulla croce e risorse il terzo giorno, colui che è presente oggi nel mondo, non una sua vaga presenza spirituale. L’Eucaristia è  il modo inventato da Dio per rimanere per sempre l’Emmanuele, il Dio-con-noi.

Tale presenza non è una garanzia e una protezione solo per la Chiesa, ma per tutto il mondo. La frase "Dio è con noi!" ci fa ormai paura e non osiamo quasi più pronunciarla per colpa di chi le ha voluto dare un senso stravolto (Dio è "con noi" inteso come "contro" gli altri, contro i nostri nemici). Ma con l’avvento di Cristo nulla è più particolaristico, tutto è diventato universale. "Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe"  (2 Cor 5, 19). Il mondo intero, non una sua parte; tutti gli uomini, non un solo popolo.

"Dio è con noi", cioè dalla parte dell’uomo, suo amico e alleato contro ogni forza del male.

 Oggi, nel 2022, in questo momento così difficile della storia dell’umanità, abbiamo particolarmente bisogno di invocare il Signore perché stia con Lui e ci conforti e sostenga, Lui, che dalla Croce offre la vita a questa umanità sofferente e paurosa.

 






Papa Francesco
Papa Francesco

Mons. Corrado Sanguineti
Mons. Corrado Sanguineti
Biografia
Nato a Milano il 7 novembre 1964; ordinato sacerdote il 30 ottobre 1988.
E’ stato Pro Vicario Generale della Diocesi ligure, parroco prevosto della Cattedrale “Nostra Signora dell’Orto” in Chiavari, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mater Ecclesiae” presso il quale è stato docente di biblica, referente diocesano per il progetto culturale e direttore dell’ufficio catechistico.
Eletto vescovo di Pavia il 16 novembre 2015.
Biografia
Nato a Milano il 7 novembre 1964; ordinato sacerdote il 30 ottobre 1988.
E’ stato Pro Vicario Generale della Diocesi ligure, parroco prevosto della Cattedrale “Nostra Signora dell’Orto” in Chiavari, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mater Ecclesiae” presso il quale è stato docente di biblica, referente diocesano per il progetto culturale e direttore dell’ufficio catechistico.
Eletto vescovo di Pavia il 16 novembre 2015.


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